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La micoterapia è una branca della medicina naturale in costante espansione, che punta ad affiancarsi alle terapie mediche tradizionali di tipo farmacologico, sfruttando le enormi potenzialità delle molecole estratte dai funghi.

Alcuni funghi, rispetto ad altri, sono molto conosciuti, grazie agli studi scientifici che ne hanno messo in luce le qualità curative e alle aziende che hanno messo a punto dei metodi di estrazione e purificazione dei principi attivi, con cui produrre gli integratori alimentari presenti sul mercato.

Particolarmente conosciuto è il fungo Shiitake da cui si estrae una molecola molto efficace nel miglioramento delle funzionalità del sistema immunitario chiamata AHCC.

Vi è però un altra molecola che viene estratta dallo stesso fungo, l’MGN 3, estratto secondo un metodo diverso, che gli conferisce una minore efficacia rispetto all’AHCC.

AHCC e metodo di estrazione La tecnologia di produzione di AHCC si basa sull’estrazione del “principio attivo” del fungo.

La molecola è un alfa glucano, una catena zuccherina che non viene digerita dall’organismo (si comporta quindi da fibra vegetale), ma che viene assorbita a livello intestinale, andando a nutrire i globuli bianchi, migliorando così l’attività del sistema immunitario.

Il processo di estrazione di AHCC è volto a purificare al massimo la molecole, eliminando tutte le altre presenti all’interno del fungo.

Questo metodo brevettato ne fa un prodotto molto specifico e di comprovata utilità per il rafforzamento delle difese dell’organismo, particolarmente nei soggetti affetti da patologie croniche, papilloma virus, da alcuni tipi di tumore e, più in generale, da squilibri del sistema immunitario.

MGN 3 e metodo di estrazione MGN 3 deriva anch’esso dal fungo Shiitake ma sfrutta gli enzimi naturalmente presenti nel fungo.

Essendo il fungo un saprofita, ha la capacità di assorbire sostanze esterne e di digerirle (un comportamento che i funghi condividono con gli animali, ma non con le piante che si nutrono per mezzo del processo di fotosintesi).

In particolare il fungo è in grado di digerire catene polisaccaridiche vegetali, che gli permettono di sopravvivere.

Gli enzimi estratti vengono utilizzati sulla crusca di riso, cioè sull’involucro che avvolge il chicco e che viene poi scartato durante la produzione del riso alimentare (eccetto quello integrale).

La crusca è ricca di fibra, ma se fosse assunta così come si presenta sarebbe formata da catene di polisaccaridi eccessivamente lunghe per essere assorbite, e impossibili da digerire (infatti la si utilizza per risolvere problemi intestinali come la stitichezza).

Gli enzimi del fungo sono in grado di spezzare la catena formandone di più corte(la lunghezza è simile a quella delle catene di AHCC) tanto da poter essere assorbite e che hanno, la capacità di nutrire i globuli bianchi ed avere quindi un effetto immunostimolante.

Del fungo Skiitake, quindi, si utilizzano solo gli enzimi, che vengono tuttavia rimossi alla fine del processo, a parte l’AHCC.

Quali sono le differenze tra i due prodotti Dal punto di vista nutrizionale sia l’AHCC sia l’MGN 3 appartengono al gruppo delle fibre vegetali che possono essere assorbite senza necessità di digestione e sono in grado di nutrire i globuli bianchi, con un meccanismo d’azione molto simile.

 Le differenze non sono quindi molte ma esistono.

La principale è che la base dell’AHCC è il fungo Shiitake e il prodotto è quindi un prepatato micoterapico, mentre l’MGN 3 è un prodotto a base di crusca di riso in cui il fungo, di fatto, non è presente.

MGN 3 può quindi essere classificato come un preparato fitoterapico.

L’AHCC, inoltre, è probabilmente la molecola fungina che può vantare il maggior numero di studi scientifici, che rappresentano una garanzia della sua reale efficacia.

Gli studi riguardanti MGN 3, invece, sono molto più limitati.

Per quanto riguarda la sua estrazione e lavorazione, l’AHCC si avvale di un processo brevettato che garantisce uno standard di produzione cui si attengono tutte le aziende che trattano la molecola.

MGN 3, invece, è il nome di un prodotto commerciale il cui standard viene stabilito dall’azienda che lo produce e che, nel tempo, potrebbe anche cambiarlo, modificando in positivo o in negativo il livello di l’efficacia del prodotto.

 Anche solo per il numero di studi all’attivo, è quindi preferibile assumere l’AHCC rispetto all’MGN 3.

Anche se i due prodotti agiscono sul sistema immunitario in modo simile, l’AHCC dà maggiori garanzie di efficacia sia dal punto di vista scientifico che della sua formulazione



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